laboratori

Indice articoli

 

Libri realizzati durante i nostri laboratori

I laboratori con i bambini

 

Strumenti, macchinari e materiali

 

macchinari utilizzati: piani di stampa serigrafica;

strumenti dei macchinari: telai, racla e spatola per la serigrafia; 

azioni da compiere: piegare, ritagliare, segnare, strappare, rifilare, allestire, cucire, incollare, disegnare, scrivere, stampare, raccontare, pulire, ordinare;

altri materiali: carta, cartone, cartoncino, pigmenti, colori;

altri strumenti: forbici, taglierini, bisturi, ago e filo, vinavil, biadesivo;

 

Finalità dei laboratori

 

teoria e pratica

Attraverso i laboratori i bambini si potranno confrontare con un tipo di lavoro che ha bisogno di un dialogo costante tra teoria e pratica. E’ difficile approfondire la pratica senza la teoria, e viceversa possedere bene la teoria senza la pratica. In ogni arte v’è un gran numero di circostanze relative alla materia, agli strumenti e alla tecnica manuale, che possono essere apprese soltanto mediante l’uso. Spetta alla teoria impostare il lavoro tramite la progettazione e il pensiero astratto, spetta alla pratica presentare le difficoltà e trovare le soluzioni con il supporto della teoria.

 

il lavoro

Attraverso il lavoro artigianale con macchinari e strumenti professionali c’è un passaggio al mondo reale. Agire in questo senso permette di sentire in tutto il proprio essere l’esistenza del mondo e interagirci con gioia, responsabilità, invenzione. Gli strumenti di lavoro diventano prolungamenti del proprio corpo, trasmettendo direttamente i segni della propria anima. In questo crediamo risieda la vera natura del lavoro.

 

i materiali

I materiali utilizzati permetteranno una riflessione continua e la conoscenza delle materie e delle loro qualità: dell’elasticità, della durezza, degli attriti, della consistenza, della durata, degli affetti dell’aria, dell’acqua, dell’umidità, del freddo, del calore, della secchezza. Di come diversi materiali interagiscono tra loro.

 

i macchinari

Macchine serigrafiche, telai, tirabozze, caratteri tipografici sono strumenti veramente razionali che rispondono a queste due principali esigenze del lavoro e delle pratiche educative: generano efficienza senza degradare l’autonomia personale, estendono il raggio d’azione personale.

Sono strumenti che non lavorano al posto dell’uomo ma con cui l’uomo lavora.

L’industrializzazione programmatica ci ha progressivamente privato di tali strumenti, attraverso questo tipo di attività abbiamo la possibilità di riconquistarli e metterli a disposizione del nostro desiderio di azione creativa.

 

mente e corpo

Il lavoro artigianale, le varie arti utili a fabbricare oggetti fisici, ci insegnano gli ostacoli, le difficoltà, le soluzioni e l’apertura di nuove strade di ricerca. Ci insegnano l’unità tra mente e corpo, atti semplici come l’afferramento e la prensione e atti complessi come l’imparare dalla resistenza e dall’ambiguità dei materiali che voglio trasformare come degli strumenti che utilizzo. Ci insegnano come gli atti fisici della ripetizione e dell’esercizio consentono alla persona di sviluppare abilità tecniche che interiorizziamo e di riconfigurare il mondo materiale attraverso un lento processo di metamorfosi. Le difficoltà e le possibilità di fare bene le cose valgono anche per la costruzione dei rapporti umani, ci forniscono spunti sulle tecniche che possono aiutarci nei rapporti con gli altri.

Ogni bravo artigiano conduce un dialogo tra le pratiche concrete e il pensiero. L’intimo nesso tra mano e testa.

 

  1. Questo dialogo si concretizza nell’acquisizione di abitudini di sostegno le quali creano un movimento ritmico tra soluzione e individuazione dei problemi

  2. in un lavoro artigianale è evidente che tutte le abilità anche le più astratte nascono da pratiche concrete

  3. l’intelligenza tecnica si sviluppa attraverso facoltà dell’immaginazione

  4. attraverso il lavoro artigianale si risveglia l’intimo nesso tra anima/occhio/mano.

  5. ciascun essere umano è dotato della capacità di fare bene almeno una cosa, ovvero in ciascuno di noi alberga un artigiano intelligente

  6. nell’artigiano c’è un etica del ben fare, non si lascia soddisfare da un lavoro fatto in modo passabile

  7. fare un buon lavoro significa avere curiosità di ciò che è ambiguo, andarci a fondo e imparare dall’ambiguità

  8. le abilità conquistate sono frutto dell’esercizio

  9. il fatto di imparare a svolgere bene un lavoro mette gli individui in grado di governarsi e dunque di diventare dei cittadini

fabbricare cose

Attraverso il progetto i bambini realizzeranno manufatti artigianali. Il fabbricare cose ci dà così lo spunto per riflettere su uno degli aspetti più incisivi dell’educazione dei bambini e dei ragazzi che è proprio l’educazione delle cose, i “discorsi” che subiscono dalle cose soprattutto nell’infanzia e nell’adolescenza. Un’educazione che forse è ancora più determinante e pervasiva di quella scolastica o familiare.

Oggi i bambini e i ragazzi, attraverso “i discorsi delle cose”, quello che le cose comunicano loro, subiscono un preoccupante impoverimento della loro esperienza.

Le cose, ormai da molto tempo, rimandano al giogo della proprietà e del consumo. Le cose sono linguaggio e messaggio e sono inattaccabili perché si riproducono ipertroficamente.

È doveroso, davanti e con i bambini, provare a mettere in discussione questa condizione dell’esistenza e provare a criticarla a rendersene consapevoli.

Per questo si vuole fare di questa proposta laboratoriale l’occasione per il bambino-artigiano, attraverso il lavoro-gioco, di aprire uno spiraglio riscoprendo cosa c’è dietro le cose e quindi il nesso “anima/occhio/mano”, un nesso che è l’essenza stessa del linguaggio delle cose, quella sostanza etica che regge la vita materiale e spirituale.

Offrire la possibilità di rivivere l’intimità con l’oggetto. Quell’intimità che rimanda allo stupore e alla passione che tutti i bambini provano nell’incontro con le cose.

 

verbale e non verbale nell’albo illustrato

I laboratori costruiranno un’architettura leggera dotata di pareti fatte di macchine, materiali e strumenti di lavoro, oggetti essenziali. Il laboratorio si animerà poi se il nostro ospite bambino accetterà l’invito di animarlo con il suo cuore e le sue risorse interiori, a riempire di senso questo spazio laboratoriale. Uno spazio che si trasformerà in tante forme diverse di libro. E questa è l’altra finalità del progetto. Proporre un’idea di libro in cui non sono i contenuti associati alla sfera del testo ad essere privilegiati, ma sperimentare direttamente e concretamente l’importanza che assume la forma, l’immagine, il suo rapporto con la parola, la qualità delle materie utilizzate e dell’oggetto fatto “a regola d’arte”. Comprendere così attraverso l’esperienza che forma e contenuto possono coincidere perfettamente non in direzione di un formalismo ma in una direzione di senso. Nei tipi di libri che vogliamo proporre, dentro la tradizione dell’albo illustrato, non c’è parte che prevalga sull’altra tutto ciò che compone il libro fa parte dell’esperienza di lettura. Ogni sua componente viene letta come significativa e inscindibile dall’unità.

Con questo cammino si vuole rimettere al centro il nostro rapporto con la parola e l’immagine e quindi il rapporto tra verbale e non verbale nel modo di guardare e di percepire il mondo. Mediante queste tecniche offriamo al bambino il desiderio permanente (che del resto gli è naturale) di conoscere, di agire, di creare.