l'invenzione dell'amore | una finestra aperta

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Immaginare la rivoluzione
#linvenzionedellamore 25 aprile 45/74/20

“Si mormora che durante un’assemblea clandestina alla fine di marzo 1974 in qualche soffitta di Lisbona, mentre tra inquietudini e tremori si immaginava il rovesciamento della dittatura fascista portoghese, i partecipanti si dovessero accordare su un segnale universalmente efficace per dare inizio alla rivoluzione.
Durante quella segretissima riunione a quanto pare si decisero due punti fondamentali:
1- La rivoluzione sarebbe avvenuta il 25 Aprile in omaggio alla liberazione italiana dal nazifascismo. Il 25 aprile era una data che tutti furtivamente amavano, e che già aveva portato bene ai compagni italiani. Si progettava un rovesciamento totale dello stato, quindi meglio avere dalla propria parte la buona sorte!
2- La rivoluzione sarebbe iniziata a mezzanotte, con una canzone. Si scelse una canzone che tutti conoscevano ma che era vietato cantare: Grandola Vila Morena. Al sentire quella musica trasmessa alla radio i portoghesi, anche i più lontani e isolati dalla capitale, avrebbero capito che i tempi erano cambiati e sarebbero usciti in strada con un garofano rosso.

Probabilmente le cose non sono andate esattamente così, ma quel che è certo è che il 25 aprile del 1974 una rivoluzione pacifica in tredici ore mise fine al regime fascista più longevo di Europa, che aveva soffocato il Portogallo per quarantotto anni. Ed è pure certo che venne annunciata con una canzone, e che si canta ancora molto.

Il 25 aprile sera i movimenti rivoluzionari tappezzarono le strade oramai liberate di manifesti e disegni. Come per la prima volta, incollati su tutte le pareti degli edifici, i portoghesi videro immagini che incitavano alla lotta, alla libertà e alla solidarietà. Si racconta pure che ci fu una manifestazione immensa e tutti scesero in strada storditi (era stato difatti vietato ogni assembramento se non militare e sportivo per ben 48 anni!). La gente drogata dal regime non si ricordava più come si sta in corteo, nessuno sapeva che parole dire, come esultare, così la folla avanzava lugubre e silenziosa. Pare che qualcuno tra i più giovani, ricordando la conta che si fa tra bambini quando si gioca a nascondino, con voce allegra e giocosa improvvisamente declamò:
UM-DOIS- TRÊS VIVA O POVO PORTUGUES!
A quanto raccontano, i manifestanti accesi di gioia da queste parole si misero a ripetere questo slogan, inondando con un nuovo modo di contare le piazze, le strade, i vicoli della città.

Un poeta sarebbe stato così felice di essere in quel corteo, in quel 25 aprile, a fare la conta di un mondo nuovo: Daniel Filipe.
Perseguitato dalla dittatura fascista portoghese proprio a causa delle sue poesie, morì prematuramente nel 1964 a soli trentotto anni. Uno dei suoi poemi più importanti, L’invenzione dell’amore, ispirò l’epidemia d’amore irrefrenabile che, diffondendosi nella città, frantumò il clima di terrore, ispirò canti e manifesti appiccicati sui muri. Ispirò e continua a ispirare ancora oggi con la sua voce un AMORE SUBITAMENTE IMPERATIVO.”
Alice Rohrwacher, aprile 2020

Dedichiamo questo manifesto alla festa della Liberazione, a questo 25 aprile 2020, nella speranza di veder diradare le fitte tenebre che si sono addensate in queste settimane, che non sono solo quelle della pandemia ma che vengono da lontano e che rischiano di allungarsi sul futuro senza la persuasione necessaria dei cambiamenti per cui bisognerà lottare.
Questo manifesto nasce da un poema di Daniel Filipe “L’invenzione dell’amore” ed è il primo di una serie di manifesti che accompagneranno il poema in un libro, un’opera collettiva a cui partecipano Mara Cerri, Alice Rohrwacher, Luciana Fina insieme a Orecchio Acerbo e Else edizioni.
Buona Liberazione a tutti.